Roma | Domus Aurea

LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA STRUTTURALE E DELLE SUPERFICI DECORATE NEI QUARTIERI OCCIDENTALE E ORIENTALE – Sito UNESCO

Committente: Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
Periodo di esecuzione: 2015

Costruita a seguito dell’incendio che devastò Roma nel 64 d.C. per volere di Nerone, la Domus Aurea, sua nuova ampia e sfarzosa residenza, fu progettata dagli architetti Severus e Celer e la decorazione fu affidata al celebre pittore Fabullus.
Situata tra i Colli Esquilino, Celio e Palatino, era un insieme di edifici, fontane e giardini con al centro un lago artificiale e deve il nome alla sua imponente cupola dorata. I nuclei principali del palazzo si trovavano sul Palatino e sul colle Oppio ed erano celebri per la sontuosa decorazione in cui a stucchi, pitture e marmi colorati si aggiungevano rivestimenti in oro e pietre preziose.
Dopo la morte di Nerone i suoi successori vollero cancellare ogni traccia dell’imperatore e del suo palazzo. I lussuosi saloni vennero privati di rivestimenti e sculture e riempiti di terra fino alle volte per essere utilizzati come sostruzioni per altri edifici. Gli affreschi e le decorazioni in stucco rimasero sconosciuti fino alla fine del XV secolo. A seguito di un ritrovamento fortuito artisti appassionati di antichità come Pinturicchio, Ghirlandaio, Raffaello e Giulio Romano iniziarono a calarsi dall’alto in quelle “grotte sotterranee”, per copiare i motivi decorativi di queste “immagini delle grotte” caratterizzati da architetture, scene mitologiche di animali immaginari che presero il nome di “grottesche”. 

Gli interventi di restauro

La particolare condizione conservativa ipogea, caratterizzata dalla forte presenza di umidità e connotata dalla presenza di sali solubili o parzialmente solubili – penetrati e depositati all’interno e sulla superficie dei manufatti a causa delle copiose infiltrazioni che perdurano da centinaia di anni – l’ubicazione dei manufatti sui quali era previsto l’intervento, pavimentali, a parete e in volta, ha indirizzato le scelte operative al fine di ottemperare alle finalità di messa in sicurezza delle opere.
Oggetto degli interventi di messa in sicurezza sono state le malte e strati preparatori, intonaci dipinti e stucchi, mosaico pavimentale ed “Opus sectile” negli gli ambienti 116, 31, 32, 34, 37 e 50; le opere in economia hanno riguardato essenzialmente l’applicazione di biocida negli ambienti 80 sulla volta, 29 su porzioni di pareti e pavimento, 116 sulle alcune porzioni delle pareti.
Per ogni ambiente, operazione propedeutica agli interventi di restauro, è stata il rilevamento dello stato di conservazione e delle tecniche di esecuzione del manufatto mediante realizzazione di specifiche mappature grafiche. Ai grafici rilevanti lo stato di conservazione e delle tecniche esecutive hanno fatto seguito quelli degli interventi di restauro effettuati nei vari ambienti.

Carla Tomasi srl

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