L’Aquila | Palazzo Galli Marinucci

CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DELLE SUPERFICI DECORATE PRESENTI ALL’INTERNO E ALL’ESTERNO DELL’EDIFICIO DANNEGGIATO DAGLI EVENTI SISMICI DEL 2009

Committente: Avv. Ugo Marinucci (Legale Rappresentante Condominio Galli Marinucci) – Autorizzazione Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici Abruzzo – L’Aquila
Periodo di esecuzione: 2012-2014
Appalto: Consorzio Restauro Monumentale L’Aquila, Sede legale Via XX Settembre 17 – 67100 L’Aquila (AQ)

I danni strutturali provocati al Palazzo Galli Marinucci dal sisma del 2009 avevano determinato gravi lesioni con fratture e fessurazioni di diversa entità sulle superfici decorate esterne ed interne, conseguente compressione con deformazione degli intonaci, distacchi tra gli strati, slittamenti, formazione di lacune e crolli localizzati.
Operazione preliminare, propedeutica sia al restauro sia al consolidamento strutturale dell’edificio, è stata la messa in sicurezza degli elementi decorativi a rischio caduta. Gli interventi di restauro sono stati di differente tipologia legati alle diverse condizioni conservative dei materiali oggetto di interventi: intonaci, elementi decorativi in pietra, decorazioni modellate in stucco, opere in ferro, dipinti murali, pavimenti in graniglia.

I lavori di restauro

Dall’analisi del quadro fessurativo dei prospetti esterni dell’edificio si deduceva la portata dei danni subiti e le conseguenze sulle strutture e sulle superfici decorate. I danni principali erano lesioni, crollo di elementi lapidei e rilievi, dislocamento di elementi lapidei e delle volte dipinte, crollo di porzioni dipinte e distacchi di intonaci interni ed esterni. Dopo una prima fase di messa in sicurezza di tutti gli elementi decorativi ancora in situ sono state avviate le operazioni di pulitura e di consolidamento che per gli stucchi e gli elementi lapidei esterni è consistita in interventi di ancoraggio con perni di acciaio. Si è proceduto al ricollocamento in sede di un architrave crollato durante il sisma e al riallineamento di elementi lapidei dislocati procedendo anche con smontaggi e rimontaggi di porzioni per poi proseguire con le operazioni di restauro di tutta la superficie decorata dell’architettura e degli infissi.
All’interno, le decorazioni delle volte si trovavano in uno stato di conservazione molto precario, soprattutto per i danni subiti dal punto di vista strutturale con perdita di planarità delle superfici e un grave quadro fessurativo che comprometteva la lettura e la funzione degli apparati ornamentali.  L’intervento di restauro sulle superfici decorate è stato preceduto da un intervento preliminare di consolidamento e messa in sicurezza degli apparati decorativi. Successivamente si è proceduto con all’intervento strutturale consistito nella foderatura dell’estradosso delle volte, per il quale si è resa necessaria la preliminare puntellatura completa dell’intradosso delle volte. L’intervento eseguito sull’estradosso delle volte prima della successiva foderatura delle stesse, è stato finalizzato al riallineamento delle porzioni dislocate dal sisma e alla sigillatura di fessure, fratture e interstizi, necessari alla salvaguardia dei dipinti sottostanti durante le operazioni di consolidamento delle volte per evitare percolazioni pericolose.
Molte porzioni lapidee interne, quali le cornici delle finestre e i portali situati sul pianerottolo dell’ingresso principale,  versavano in gravissime condizioni statiche e richiedevano interventi di tipo strutturale delle parti fratturate prima di procedere con le normali operazioni di restauro.

Metodologie di intervento innovative

Prima di procedere all’intervento sugli intonaci esterni sono state eseguite numerose stratigrafie al fine di determinare il colore originale degli stessi, che appariva inadeguato alla qualità dell’edificio.
Il bugnato del primo ordine era caratterizzato da molteplici motivi decorativi che sono stati debitamente rilevati. Attraverso uno studio accurato sono stati riscontrati 40 diverse tipologie di disegni. Si è proceduto pertanto alla ricostruzione del modellato del bugnato mantenendo le porzioni originali ancora adese e ben conservate utilizzando malte con granulometrie simili all’originale. Sull’intonaco fresco sono stati realizzati i disegni secondo i rilievi precedentemente realizzati e la reintegrazione cromatica della superficie esterna è stata eseguita sulla base dei risultati delle indagini scientifiche precedentemente realizzate.
Al fine di restituire unità di lettura all’opera si è proceduto all’integrazione plastica di parti mancanti del modellato in stucco mediante elaborazione in laboratorio di copie delle porzioni originali realizzate in silicone con le relative controforme e successivo calco in Jesmonite e fibra di carbonio.
I pavimenti in graniglia di marmo presenti in alcune stanze sono stati recuperati e catalogati per il successivo ripristino.  Al momento del loro rimontaggio, eseguito sulla base di disegni grafici particolareggiati, sono stati parzialmente ridotti i tappeti centrali e le relative cornici per la mancanza di alcune parti troppo danneggiate e non più riproducibili nonostante il restauro di numerosi elementi. In accordo con la Soprintendenza sono stati reintegrati i fondi di contorno ai tappeti centrali con elementi in graniglia contemporanea cromaticamente compatibili.

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