Orta San Giulio | Sacri Monti

LE DECORAZIONI INTERNE DELLA CAPPELLA XIII: “SAN FRANCESCO, PER UMILTÀ, SI FA CONDURRE NUDO PER LE VIE DI ASSISI” – Sito UNESCO

Committente: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli
Periodo di esecuzione: da Luglio 2018 a Maggio 2019
RTI: Carla Tomasi s.r.l. (impresa capogruppo) – Studio C.R.C di Paolo Pastorello; Anna Borzomati (impresa subappaltatrice)
Collaborazioni: Indagini scientifiche a cura della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana); sperimentazione biocidi seguita dall’ENEA

Nell’ambito artistico, culturale e paesaggistico Internazionale i Sacri Monti occupano un ruolo di primaria importanza, dal 2003 sono inseriti nella lista del patrimonio mondiale tutelato dell’Unesco. Essi narrano momenti della vita e della passione di Cristo, episodi della storia di Maria e dei Santi (il Sacro Monte di Orta è interamente dedicato alle storie di san Francesco) attraverso gruppi scultorei e dipinti murali di alto valore artistico.

La cappella oggetto del nostro intervento costruita nel corso del 1600 presenta 541 mq di affreschi, espressione tipica del teatrale linguaggio tardo barocco  e 60 statue in terracotta dipinta a freddo a grandezza naturale, arricchite da accessori polimaterici al fine di rendere la scena più realistica.

I lavori di restauro

La sfida di questo intervento è stata di ridare uniformità di lettura alla scena narrata attraverso il gruppo scultoreo e i dipinti murali. I lavori, ed in particolare le operazioni di pulitura e presentazione estetica, hanno permesso di riscoprire quel dialogo serrato tra architettura, pittura e scultura, oscurato nel corso della storia conservativa.

Inoltre è stata posta attenzione sia alle operazioni conservative, con importanti interventi di risanamento statico delle statue, che preventive, installando un dispositivo a neutralizzazione di carica dell’acqua per contrastare l’importante fenomeno di umidità di risalita.

Innovazione e ricerca in cantiere

Le superfici dei dipinti murali presentavano una patina biologica polverosa di colore rosa diffusa in particolare sulla parete laterale destra. Durante il restauro è stato possibile portare avanti la sperimentazione seguita dalla Dott.ssa Anna Rosa Sprocati del laboratorio di BioGeoChimica del Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA sull’utilizzo di nuovi prodotti “bio-based” per il restauro sostenibile, ossia sistemi biocidi naturali alternativi a quelli tradizionali, nello specifico sono state provate soluzioni di estratto dalle foglie di Liquirizia.

Dopo aver eseguito riprese fotogrammetriche e laser scanner 3D, lo stato di fatto della Cappella XIII e gli interventi di restauro eseguiti sono stati documentati con il sistema informatico 3D: esplorativa architetti, un software messo a punto specificamente per i lavori in oggetto.

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